Poesia

Se potessi mordere la terra intera
e scoprirle un sapore,
sarei per un momento più felice.
Ma io non sempre voglio essere felice.
Ogni tanto bisogna essere infelici
per poter essere naturali.

Non tutto è giorni di sole,
e la pioggia, quando manca da molto, la si invoca.
Per questo prendo la felicità  e l’infelicità
naturalmente, come chi non trova strano
che esistano montagne e pianure,
che esistano rocce ed erba.

Quello che conta è essere naturale e calmo
nella felicità  e nella infelicità,
sentire come chi guarda,
pensare come chi cammina,
e quando si sta per morire ricordarsi
che il giorno muore,
che il tramonto è bello e bella è la notte che resta.
Così è e così sia.

Fernando Pessoa (1888-1935), XXI
in Una sola moltitudine, pp. 104-105
Adelphi, Milano 1998
(trad. adattata)