Cappucci. O dell’intolleranza

IRAQ PRISONER ABUSE KKK1922

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’immagine sopra ha dieci anni e si riferisce alle torture e agli abusi subiti dai prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib, vicino a Baghdad. Venne resa pubblica insieme ad altre, il 28 aprile del 2004, come spiega IL POST.

L’immagine sotto è del 1922. La didascalia su SHORPY dice: “Members of the Ku-Klux-Klan about to take off with the literature which was scattered over the suburbs of the city.”

Il volto del prigioniero coperto; i volti degli adepti coperti. L’identità viene mascherata, per motivi diversi, forse opposti. La persona (parola la cui etimologia rimanda anche a maschera) con i suoi personalissimi e non confondibili tratti deve scomparire, non deve essere riconosciuta. Il volto mascherato rappresenta un’idea, o meglio, un’ideologia, l’universale che risucchia l’individuo. Non è più corpo e sangue, è simbolo: ed è comunque simbolo-contro.