
La scrittura sta divenendo in lei un modo di vivere, di stare nel mondo, la strada per ricostruirsi dopo la frammentazione della guerra, degli ideali, la depressione, i trattamenti, la via per comporre una identità risistemando tutte quelle parti di sé già morte – “[…] Nessuno mi consolerà / per tutte le parti già morte / che porto in me / con rassegnata impotenza […] – e quelle ancora vive: scrivere per vivere, vivere per scrivere.
