Miserie e borghesie

«Uomini e donne del quartiere, che si recavano a messa o prendevano semplicemente una boccata d’aria, facevano una sosta davanti alla casa e guardavano le finestre, perché adesso tutti sapevano che Auguste era morto»

Simenon osserva il pianoterra dell’esistenza, come se avesse passato la vita tra brasserie e osterie, macellai e fruttivendoli nelle piazze, ma anche aule di tribunali e studi di avvocati. C’è un’ambigua passione per l’umanità in lui, che a tratti sfiora persino la misericordia, l’accettazione, quasi avvertisse di essere della medesima pasta fatto. Un non giudizio che essendo ostentato diventa implacabile giudizio.