Il DNA delle Fate

Questa sezione si occupa di microstoria o, come soleva ripetere Achille Olivieri, di storia degli ambiti.
Si tratta di far convergere le intuizioni di Marc Bloch e di Luigi Meneghello:
il primo, in Apologia della storia, scriveva:

«Questa capacità di afferrare il vivente, ecco davvero, in effetti, la qualità dello storico … E forse essa è, in principio, un dono delle fate, che nessuno potrebbe pretendere di far proprio se non l’ha trovato nella sua culla. Nondimeno, essa ha bisogno di essere costantemente esercitata e sviluppata. In quale modo se non con un contatto incessante con l’oggi (…)?».
(Marc Bloch, Apologia della storia o Mestiere di storico; Einaudi, Torino 1998, p. 36);

e Meneghello:

“Il mio interesse si basa sulla convinzione che qualunque frammento di esperienza, della nostra esperienza personale, per ordinaria che sia, contiene gli elementi costitutivi della realtà di cui fa parte: quasi lo schema essenziale, i semi del proprio significato, una specie di dna del reale. Il lavoro che cerco di fare è di estrarlo e di svolgerlo»
(Luigi Meneghello, Che fate, quel giovane?; Moretti&Vitali, Bergamo 1990, p. 29).

Cercare in frammenti e immagini, che gli occhi di oggi osservano in prospettiva, tratti di senso e di spiegazione dell’andamento carsico delle cose.

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