L’Italia del secondo dopoguerra: un’evoluzione per immagini

Nell’ambito del Corso di Cittadinanza 2014 (1° modulo), ho cercato di individuare il cambiamento sociale avvenuto nel Novecento in Italia attraverso il filtro della SCUOLA, che mi era sembrato quello più vicino ai ragazzi (quello, cioè, più da loro riconoscibile). Ho affidato la parola alle immagini, televisive o cinematografiche, documentaristiche o d’autore.

Questo il risultato.

Scuola e/è Società

1. Il dopoguerra: un paese quasi analfabeta
(almeno sino al minuto cinque)

2. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, Lorenzo Milani mette in discussione il sistema scolastico italiano:
appare un’Istituzione, la Scuola italiana, che nello sforzo di alfabetizzare le masse, alla fine prediliga i figli della buona borghesia, coloro che nascono in case con i libri, e che non mettono in conto di iniziare a lavorare presto, perché non ve n’è necessità economica.
E i contadini? I figli degli operai?
Le critiche di Milani si condensano nel libro Lettera ad una professoressa (QUI accessibile), nel video che segue commentato da Pasolini.

Ancora nel 1973, Vittorio De Seta riesce a cogliere la fatica di un sistema che, per rendere tutti eguali, schiaccia tutti sull’eguaglianza (il filmato è lungo, da vedere sino al minuto 17 o prima).

3. Arriva la Contestazione
Con gli anni Sessanta si apre un tentativo di rinnovamento. Contro che cosa? Le motivazioni sono suggerite dal video dei Pink Floyd. Non è l’Italia, ma l’intero occidente a chiedere il superamento di logiche punitive.

4. Si chiede cambiamento
da Sogni d’oro, di Nanni Moretti, 1981

Si cerca il cambiamento
da Auguri professore, di Riccardo Milani, 1997

5. Esami!
Agli esami è la scuola/società ad essere messa sotto esame…

Una società ingiusta?
(da Totò e i re di Roma, di Mario Monicelli e Steno, 1951). Un Totò adulto e lavoratore è costretto a sottoporsi agli esami per essere confermato “archivista capo” e trova un esaminatore perfido.

Una società smemorata?
(da Una vita difficile, di Dino Risi, 1961). Sordi questa volta è dalla parte dell’esaminato e incontra una commissione attenta alla meritocrazia.

Anni Ottanta: il disimpegno
(da Vado a vivere da solo, di Marco Risi, 1982). Gli anni Ottanta e Novanta desacralizzano tutto in nome dell’individuo. Qui Jerry Calà fa i conti con l’unica esigenza per lui: andar a vivere da solo. SI noterà la critica superficiale e inutile alla Contestazione.

(dalla serie TV I ragazzi della 3^C, di Claudio Risi, 1987-89) La cultura TV impera decisamente.

Anni Novanta: si ricostruisce? Ma a partire da dove?
(da Ovosodo, di Paolo Virzì, 1997) La sbornia consumistica dei leggeri e rampanti anni Ottanta inizia a declinare. Il sistema è ancora arretrato, ma emerge l’individuo con le sue passioni.

La scuola si trasforma da dentro?
La scuola è scuola se non ti trasforma dentro?

(Lip Dub dell’ISIS “Enrico Fermi” di Bibbiena, 2011)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *