sulla morte dell’intollerante

Noi non andiamo mai alla guerra: non perché temiamo la morte (al contrario, benediciamo il momento che ci unisce all’Essere degli Esseri), ma perché non siamo né lupi né tigri né mastini, ma uomini e cristiani. Il nostro Dio, che ci ha ordinato di amare i nostri nemici e di soffrire in silenzio, non vuole certo che noi attraversiamo il mare per andare a massacrare i nostri fratelli, solo perché degli assassini vestiti di rosso con un berretto alto due piedi arruolano dei Cittadini facendo fracasso con due bastoncini sopra una pelle d’asino ben tesa; e quando, dopo una battaglia vittoriosa, tutta Londra brilla di luminarie, il cielo è infiammato dai razzi  e l’aria risuona del frastuono delle azioni di grazie, noi piangiamo in silenzio su quegli omicidi che sono causa di pubblica allegrezza” .

(sono parole di un Quacchero, Higginson, in Voltaire, “Lettres philosophiques”, 1733, fine della I lettera, vers. Alatri, con correzioni – postato da E. P. nell’ambito della Mailing-List “sullasoglia”).

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